La bufala del post per l’algoritmo di Facebook

Alzi la mano chi non ha mai letto, negli ultimi mesi, il messaggio di un amico su Facebook: “è cambiato l’algoritmo, se vuoi leggere i miei post, commenta…”. Il post suona più o meno così. E a condividerlo – anzi, a copincollarlo – sono tutti: professionisti, professori e quelli che hanno studiato all’università della strada (per loro stessa ammissione, sigh!).

Allora sfatiamo questo tabù: l’algoritmo, pure che cambia, certo non si scoraggia davanti alla condivisione di un post!

Insomma, questa storia del post e dei commenti per leggere quello che scrivono gli amici è una bufala. O meglio, una catena di Sant’Antonio. Avete ancora il dubbio? Non ve lo dico solo io: lo sostengono anche quei siti che, per fortuna, hanno proprio il compito di smascherare le bufale che abbondano oggi on line (posto i link in calce). Perché non vedete i post di tutti? Semplice semplice: è probabile che Facebook vi stia mostrando le notizie principali e non le “ultime notizie”. Per cambiare impostazione, basta andare sui tre pallini alla sinistra di “Notizie”, nella colonna in alto a sinistra e scegliere l’opzione desiderata.

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Ecco fatto!

Buona navigazione a tutti! 🙂

Link:

 

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Combattere le fake news con l’educazione ai media

Stamattina ho scritto di getto un post su Facebook per dire la mia sulla questione delle fake news.
Vi confesso la mia perplessità sull’idea di regolamentare i flussi di notizie, anche quelle false. Mi sforzo di capire tutti i problemi relativi al mondo delle fake news e di quelle storie a metà tra spionaggio e mistero che trapelano da indiscrezioni e interviste sulle pagine dei quotidiani di questi giorni. Però sono scettica quando sento parlare di ulteriori norme in un settore delicato come quello della libertà di espressione. Non ne capisco la necessità. Abbiamo tante leggi che possono essere rispettate se applicate anche alle nuove tecnologie. Perché crearne altre? E per regolamentare cosa?
Stamattina – ma anche qualche giorno fa in un incontro con alcuni giovani – ho rimarcato una cosa: le fake news sono sempre esistite. Si chiamavano bufale, notizie false, mezze verità e hanno sempre popolato – ahinoi – anche le pagine dei giornali. Allora io mi chiedo e vi chiedo (proprio perché ritengo sia opportuno fare chiarezza): perché parlare di fake news sta diventando una moda in questo periodo?
Credo che la migliore soluzione per tutti i problemi sia la conoscenza. Formazione all’uso dei nuovi media e informazione seria e di qualità possono annientare le fake news. Allora perché non lavoriamo sulla cultura? Di educazione ai media – lo so, mi ripeto troppo spesso – c’è urgente bisogno.