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Foto: italianwebdesign.it

mailing list e procedure di cancellazione

Deve esserci qualcosa di stranamente perverso nelle menti di chi si occupa di ideare i sistemi di cancellazione alle mailing list.
Oggi, riaprendo una vecchia mail che non usavo da tempo, ho trovato la casella sommersa di spam, messaggi inutili e pubblicità. E poiché la simpatica finestra in alto a destra mi annunciava che stavo per raggiungere il limite massimo di spazio occupato, mi sono decisa a fare un po’ di pulizia. E ho cominciato a cancellarmi dalle varie mailing list a cui, per motivi a me tuttora ignoti, mi trovavo iscritta.
Nel corso delle operazioni, sono rimasta colpita da una cosa: tutte – e sottolineo tutte – le cancellazioni implicavano una mail per avvertire dell’avvenuta cancellazione dalla mailing list. Ora io una cosa me la chiedo: ma se non voglio più ricevere vostre email, è tanto importante che me ne mandiate una per avvisarmi che ho deciso di cancellarmi e che voi avete accettato?
Per la serie: #idubbidellenuovetecnologie

Foto: technorati.com

Twitter, tanti utenti e pochi tweet

Il 44% di utenti Twitter non ha mai scritto una riga. E non lo dico io, che ho poca dimestichezza con i numeri e spesso – o sul blog o nelle chiacchiere con gli amici – mi avventuro in improvvisate stima sull’utilizzo dei social media. Lo dice uno studio scientifico di Twopcharts, ripreso dall’agenzia TMNews.
Il quadro delle persone che “usano” Twitter è a dir poco sconfortante: se circa 974 milioni di utenti non ha mai scritto una riga (e sono il 44% del totale degli account), il 30% circa ha scritto al massimo dieci tweet, mentre solo il 13% ha scritto più di 100 post.
Insomma, Twitter avrà avuto anche problemi a causa della crescita lenta – come ricorda TMNews – del numero degli utenti; ma il problema vero pare essere quello di far twittare gli utenti, dopo l’iscrizione.
Un problema che dovrebbe essere risolto. E non solo per questioni di “partecipazione”, ma principalmente per motivi “commerciali”.
Negli ultimi tre mesi del 2013 Twitter ha dichiarato di aver avuto 241 milioni di utenti mensili attivi. Nella categoria rientrano tutti coloro che hanno fatto login almeno una volta al mese, ricomprendendo nella cifra anche coloro i quali accedono semplicemente al social network senza scrivere. E poiché i tweet e i retweet degli utenti aiutano la società di San Francisco a generare ricavi da pubblicità (per la serie: è il commercio che muove il mondo), il gruppo pare intenzionato a correre ai ripari, provvedendo a studiare novità nell’interfaccia grafica e alle funzioni, in modo da rendere ancora più semplice e immediato l’uso del social.
Intanto, da Twitter nessun commento ai dati pubblicati da Twopcharts e diffusi dalle principali agenzie di stampa. L’azienda si sarebbe chiusa dietro un “no comment”.
Un commento a margine lo aggiungo: forse ci vorrebbe un’analisi sociologica più che “mediale”. Ma la tendenza di Twitter mostra un po’ la tendenza della vita reale: tutti alla finestra, ad osservare ciò che accade nel mondo. Manca la partecipazione. E vuoi vedere che siamo ancora troppo legati alla logica dei media di massa?

Sms modificati dopo l’invio, brevetto Apple

Sms che si modificano pochi secondi dopo l’invio. Chissà quante volte ci abbiamo pensato, dopo aver spedito un messaggio con un errore di ortografia o anche semplicemente un messaggio che dopo pochi secondi non avremmo mai voluto spedire…! Un domani, forse, sarà possibile.
È di ieri la notizia secondo cui la Apple avrebbe depositato un brevetto per migliorare il suo correttore automatico per i messaggi, il meccanismo che spesso, oltre ad effettuare delle modifiche corrette, cambia parole non riconosciuto generando refusi. Il sistema brevettato dalla Apple, in sintesi, dovrebbe consentire di cambiare il testo di un messaggio appena inviato prima che arrivi a destinazione. Una frazione di pochi secondi, pare. Il brevetto presentato dalla casa di Cupertino pare miri a migliorare i suggerimenti del correttore automatico, cercando di minimizzare i suggerimenti più fuorvianti.
La nuova tecnologia dovrebbe consentire di correggere eventuali refusi in un tempo molto ristretto, prima che il trasferimento dati sia stato completato.
Forse siamo ancora lontani dalla tecnologia/sogno che ci permette di cancellare messaggi inviati o di correggerli. Ma il brevetto è già un passo in avanti!