Riflessioni sul giornalismo oggi

Credo che nel mondo del giornalismo oggi ci sia un vero e proprio circolo vizioso. Prendiamo l’informazione locale solo come esempio. I quotidiani riducono sempre più spesso i compensi per i collaboratori. I collaboratori, mortificati dall’atteggiamento degli editori, protestano, si ribellano, fanno sentire la loro voce ma hanno solo due strade: andare avanti con compensi miseri o abbandonare. Se abbandonano ci sarà sempre una folla di persone pronte a prendere il loro posto. Ci sono migliaia di aspiranti giornalisti, giovani e meno giovani disposti a tutto (anche a collaborare gratis) pur di prendere il tesserino ed essere iscritti all’Ordine. Se il collaboratore va avanti con compensi miseri spesso, con quei soldi, riuscirà neppure a coprire le spese di spostamento, parcheggio o anche di qualche telefonata di verifica.

In tutto questo pare sia di moda fare informazione solo con i comunicati stampa. Forse per la paura di bucare una notizia rispetto alla concorrenza. O forse solo perché è la strada più semplice: richiede meno tempo, meno verifiche e anche meno giornalisti. Ma l’informazione fatta solo di comunicati stampa rischia di diventare solo il megafono del potente di turno (o chi mostra di avere una maggiore disponibilità economica e non disdegna sponsorizzazioni, banner, etc). C’è il rischio, concreto, che un organo di informazione diventi un organo di comunicazione (istituzionale, politica, pubblicitaria…). E l’informazione, quella vera, dov’è?

È tempo di una riflessione seria. Da parte di tutti.

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La #Brexit e i giornali in edicola oggi

Senza entrare nel merito delle questioni relative alla ‪#‎Brexit‬, mi piacerebbe fare una considerazione sui quotidiani in edicola oggi in Italia. Nessuna accusa, sia chiaro: nessuno avrebbe potuto “azzeccare” il risultato del referendum prima di mandare il giornale in stampa. Le prime notizie sono venute fuori in mattinata e i sondaggi – diciamolo chiaro – stavolta hanno chiaramente depistato tutti.
Ma la riflessione voglio farla da lettore: perché io stamattina avrei dovuto acquistare in edicola un quotidiano senza la notizia del giorno, quando su internet e in tv è in atto un vero e proprio bombardamento mediatico – con tanto di commenti, reazioni, analisi in tempo reale – sul tema della Brexit?
Io sono per i quotidiani, per il profumo della carta stampata e per il fascino del giornale da sfogliare comodamente seduti in poltrona.
In questi casi, però, mi rendo conto di quanto il mondo della stampa tradizionale sia spesso pericolosamente vecchio rispetto al nuovo che avanza.