La bufala del post per l’algoritmo di Facebook

Alzi la mano chi non ha mai letto, negli ultimi mesi, il messaggio di un amico su Facebook: “è cambiato l’algoritmo, se vuoi leggere i miei post, commenta…”. Il post suona più o meno così. E a condividerlo – anzi, a copincollarlo – sono tutti: professionisti, professori e quelli che hanno studiato all’università della strada (per loro stessa ammissione, sigh!).

Allora sfatiamo questo tabù: l’algoritmo, pure che cambia, certo non si scoraggia davanti alla condivisione di un post!

Insomma, questa storia del post e dei commenti per leggere quello che scrivono gli amici è una bufala. O meglio, una catena di Sant’Antonio. Avete ancora il dubbio? Non ve lo dico solo io: lo sostengono anche quei siti che, per fortuna, hanno proprio il compito di smascherare le bufale che abbondano oggi on line (posto i link in calce). Perché non vedete i post di tutti? Semplice semplice: è probabile che Facebook vi stia mostrando le notizie principali e non le “ultime notizie”. Per cambiare impostazione, basta andare sui tre pallini alla sinistra di “Notizie”, nella colonna in alto a sinistra e scegliere l’opzione desiderata.

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Ecco fatto!

Buona navigazione a tutti! 🙂

Link:

 

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La gaffe social della Rai e i post “sbagliati”: cancellarli o no?

Cancellare un post sui social oggi ha senso?

Me lo ha chiesto a sorpresa una persona a cui stavo tentando di spiegare quanto è accaduto nei giorni scorsi alla pagina Facebook di Rai Sport.

I fatti. Qualcuno (non si sa quanto volontariamente) ha condiviso con l’account di RaiSport un articolo del sito Il Primato Nazionale a proposito della vicenda dei migranti, della nave Aquarius e delle Ong. Il qualcuno è chiaramente una persona autorizzata a pubblicare post a nome della pagina della testata Rai. Un social media manager, diremmo noi e tutti quelli che fanno comunicazione. Un semplice gestore delle pagine, per dirla in termini semplici semplici. Insomma, qualcuno che può pubblicare sui social per conto di mamma Rai.

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Le cause. Cosa può essere successo? Semplicemente, se escludiamo la malafede, qualcuno può aver pubblicato per errore a nome di Rai Sport, magari volendo condividere il post sulla propria bacheca o su un’altra pagina che gestisce. Ma un professionista può aver commesso un errore del genere? Il dubbio resta. Ci deve essere stato l’intervento di un hacker? E a che pro? O c’è qualcuno che ha inteso condividere quel post?

La soluzione. E Rai Sport, capito l’errore, che fa? Pubblica un post di scuse e cancella quello incriminato. Peccato, però, che on line siano presenti ovunque le foto del post. Nel comunicato, la Rai precisa che sarà individuato il responsabile, nei confronti del quale saranno presi opportuni provvedimenti. Noi lettori, comuni mortali, difficilmente sapremo come sono andate le cose.

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Conclusione. Tornando alla domanda iniziale: oggi serve cancellare un post? Nel caso di RaiSport sì: la Rai lo dice chiaramente nelle scuse (“La Rai […] ha disposto l’immediata rimozione del post”). Ma, badate bene, questo è un caso particolare.
Io solitamente sconsiglio la cancellazione dei post. A volte c’è chi cancella e basta dei post o delle condivisioni “sconvenienti”, senza dare spiegazioni, sperando (o forse anche credendo) di aver risolto tutti i problemi. Purtroppo (o per fortuna), però, siamo nell’era degli screenshot: difficilmente vi salverete!

Twitter con oltre 140 caratteri non sarà più Twitter

Twitter potrebbe consentire la pubblicazione di tweet con più di 140 caratteri. Me lo hanno detto stamattina e ho creduto nella solita bufala per creduloni. Ora, invece, al di là del clamore mediatico e di tweet scatenato dalla notizia, leggo che l’indiscrezione – come riporta anche Wired – sarebbe stata in un certo anche confermata da un tweet del cofondatore e ceo della società del cinguettio. 

Sarò forse anche drastica nell’esprimere opinioni di cui forse – e magari spero sia così – un domani potrei pentirmi. Ma io una idea chiara ce l’ho. È semplice semplice: Twitter se consentirà  tweet con più di 140 caratteri sicuramente non sarà più Twitter. Perderà parte della sua identità; anzi io direi che perderà proprio la sua identità. 

Ricordate? Tempo fa vi avevo detto la mia idea a proposito di eventuali possibili cambiamenti di Twitter (sparando anche a zero sulla “invenzione” dei cuoricini). La mia opinione vecchia la trovate qui

E ora? Confermo la mia tesi: Twitter è una piacevole oasi di pace e di riposo dall’affollato e spesso isterico mondo di Facebook. È semplice, immediato e – consentitemelo – simpatico. Possiamo evitare di “facebookizzarlo”?

Twitter consente di zittire i messaggi sgraditi

Foto: marshable.com

La notizia probabilmente cambierà la vita a molte persone. O forse solo a quelli che preferiscono non guardare, non leggere o non sentire commenti logorroici o sgraditi.
Twitter lancia la funzione “Mute”. Si tratta di un sistema che consentirà di oscurare dal proprio flusso di tweet quelli di alcuni utenti, pur non smettendo di seguirli.
La funzione – che come ricorda l’Ansa – esiste da tempo anche per Facebook sarà valida sia per le applicazioni Android e Apple che per la versione web di Twitter.
La nuova funzione, tradotto in soldoni, dà agli utenti la possibilità di eliminare dal flusso di tweet quelli che risultano sgraditi o meno interessanti oppure, ancora, quei micropost che preferiremmo non leggere anche solo per un determinato lasso temporale (per esempio i commenti live su partite o tramissioni televisive, tanto in voga negli ultimi tempi). La persona su cui avrete utilizzato il “Mute” pare non saprà mai di essere stato zittito da voi. Io una domanda ce l’ho: chi sarà l’utente di Twitter da zittire di più?