Informazione e qualità: il coraggio di fare domande e cercare risposte

Giornalismo e qualità: se ne dovrebbe parlare di più. Probabilmente le nuove tecnologie costringono a rivedere parzialmente alcuni dei valori notizia tradizionali. Le nuove modalità di fruizione dei contenuti ci portano a una riflessione sulla professione; una riflessione che deve essere seria, sentita e documentata.
Io partirei da un principio cardine, vecchio quanto il mondo: il coraggio di fare domande e di cercare risposte. Non credo esista, in sintesi, una qualità migliore per chi fa informazione.

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Qualità e informazione, il pensiero di Silverman

“Durante gli eventi che vengono narrati in tempo reale, i mezzi di informazione di qualità sono caratterizzati da ciò che scelgono di non raccontare”

A proposito di giornalismo, qualità e responsabilità dei media, vi lascio una frase di Craig Silverman riportata dall’ultimo libro di Luca Sofri “Notizie che non lo erano“.
E’ solo una riflessione condivisa – che sicuramente tra i puristi dell’informazione d’assalto e da scoop scatenerà molte polemiche –  in attesa di altre che verranno.

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corto circuito mediatico ferragostano

I giornali di oggi mi inducono a una doppia riflessione. Da un lato non resta altro che constatare la presenza in edicola di un prodotto oramai “scaduto”, con i quotidiani che giocoforza presentano ai lettori la notizia di due notti fa in apertura, seppur infarcendola di commenti, analisi e approfondimenti. La notizia, pure se arricchita da preziosi commenti, analisi e resoconti di ottimi inviati, resta sempre la stessa, quella comunicata quasi in tempo reale dai social e dal mondo del web.
Dall’altro lato c’è l’amarezza di una notizia vecchia oramai quasi venti anni (leggi caso Dubai) che torna di scottante attualità, tanto da spacciarla come recente, per una sorta di cortocircuito mediatico ferragostano.
In entrambe le circostanze c’è di mezzo il web, croce e delizia di un mondo che è cambiato e di un mondo che si illude di avere un cambiamento ancora in corso.
La via di uscita dalla crisi economica e strutturale dei cari vecchi quotidiani può risolversi con una sola parola: credibilità. Solo la qualità potrà salvare i giornali di carta. La qualità e la verifica attenta e puntuale dei fatti. Senza questi ingredienti mi sa che non andremo proprio da nessuna parte!