Giornali, lettere, infedeltà e… marketing!

Ultimamente ho poco tempo per lunghe riflessioni. Ma una breve ce l’ho da ieri e mi va di condividerla con quel paio di lettori iscritti al mio blog.
Avete seguito la storia del marito cornuto che compra una pagina di un quotidiano nazionale (Corriere della Sera) per dichiarare al mondo intero le sue corna? Bene.
Appena letta, si capisce che c’è qualcosa di strano: la storia non è vera.
Ma ve lo immaginate voi un uomo tradito che spende tutti questi soldi per:
a. gridare al mondo interno che la moglie lo tradisce
b. lasciarla dalle colonne di un quotidiano (e mettiamo che lei – come gran parte degli italiani oggi purtroppo – non lo legge?!)
Bene, come sospettato, oggi è arrivata la notizia ufficiale: la lettera è solo una geniale trovata di marketing per promuovere un nuovo programma di Real Time, “Alta infedeltà”. Il mistero è stato svelato dopo tantissime condivisioni on line e tra la sorpresa e lo stupore generale del popolo del web.
Nella lettera – pubblicata ieri sul Corriere della Sera -, tra le tante cose, vengono citati anche nomi di trasmissioni di successo di Real Time.
La missiva dell’amante tradito è diventata subito virale, condivisa a più non posso sui social media da gente curiosa e – perché no? – anche da qualche innamorato tradito che in quelle parole avrà trovato spazio per la vendetta che non era mai riuscita a servire al proprio ex partner (neanche su un piatto ghiacciato!) 🙂
In questa storia io intravedo soprattutto una idea geniale che, checché ne dicano i puristi del marketing o quelli con la puzza sotto il naso, è riuscita nell’intento: creare attenzione su un programma, muovere l’opinione pubblica, incuriosire il popolo del web, a proposito di un programma tv di cui si sa ancora molto poco. E che, per la cronaca, comincerà il 16 marzo.
Per amore della cronaca, vi faccio notare che anche agenzie di stampa nazionali sono cadute nel tranello, lanciando la notizia del marito tradito che si vendica su un quotidiano nazionale.
Tra l’altro, mi piacerebbe far notare che la pagina Facebook lanciata dal presunto amante tradito annovera oramai oltre 8.000 fan nel giro di poco tempo.
Io, ve lo confesso, mi sono incuriosita. E il 16 marzo darò anche io una sbirciatina ad “Alta Infedeltà”

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Il boss delle cerimonie sbarca in Inghilterra

Il boss delle cerimonie è la trasmissione più vista di Real Time. Lo dice oggi, in un pezzo di apertura della pagina solitamente dedicata ai media, il quotidiano “Italia Oggi”.
La trasmissione, ambientata nel Grand Hotel La Sonrisa a Sant’Antonio Abate (Napoli) e incentrata sul cosiddetto “matrimonio napoletano” – stando ai dati forniti dal quotidiano economico –, viaggia su una media di 620mila spettatori con il 3,5% di share sul target individui e il 7,4% sul core target di Real Time, composto da donne tra i 20 e i 49 anni.
Il successo della trasmissione sarebbe tale da aver spinto la tv inglese a richiedere le puntate da mandare in onda anche in Gran Bretagna. In pratica: dall’America esportano il boss delle torte; dall’Italia si esportano i matrimoni di don Antonio Polese, il boss delle cerimonie della Sonrisa.
Pare proprio che il Boss delle cerimonie – il prodotto televisivo affidato al documentarista Raffaele Brunetti – sia stato particolarmente gradito dal pubblico del digitale terrestre. Anche se i matrimoni trash che sono al centro delle puntate hanno scatenato non poche polemiche al grido di “non tutti i matrimoni a Napoli e al Sud sono così”, con ovvio riferimento allo stile kitsch che domina la scena. E dopo le polemiche, il gruppo di “rivoltosi” ha ottenuto una vittoria: come riportava ieri “Repubblica”, la didascalia cambia da “i matrimoni di tradizione napoletana” a “i matrimoni di tradizione della famiglia Polese”
Il successo della trasmissione pare abbia sorpreso anche i vertici di Discovery Italia, società a cui fa capo Real Time, che probabilmente dal palinsesto di questa stagione si aspettavano molto di più dal debutto del day time della trasmissione Amici. Invece le sorprese non finiscono mai. E i matrimoni in tv continuano a piacere. Forse anche troppo.