Twitter consente di zittire i messaggi sgraditi

Foto: marshable.com

La notizia probabilmente cambierà la vita a molte persone. O forse solo a quelli che preferiscono non guardare, non leggere o non sentire commenti logorroici o sgraditi.
Twitter lancia la funzione “Mute”. Si tratta di un sistema che consentirà di oscurare dal proprio flusso di tweet quelli di alcuni utenti, pur non smettendo di seguirli.
La funzione – che come ricorda l’Ansa – esiste da tempo anche per Facebook sarà valida sia per le applicazioni Android e Apple che per la versione web di Twitter.
La nuova funzione, tradotto in soldoni, dà agli utenti la possibilità di eliminare dal flusso di tweet quelli che risultano sgraditi o meno interessanti oppure, ancora, quei micropost che preferiremmo non leggere anche solo per un determinato lasso temporale (per esempio i commenti live su partite o tramissioni televisive, tanto in voga negli ultimi tempi). La persona su cui avrete utilizzato il “Mute” pare non saprà mai di essere stato zittito da voi. Io una domanda ce l’ho: chi sarà l’utente di Twitter da zittire di più?

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Twitter, tanti utenti e pochi tweet

Foto: technorati.com

Il 44% di utenti Twitter non ha mai scritto una riga. E non lo dico io, che ho poca dimestichezza con i numeri e spesso – o sul blog o nelle chiacchiere con gli amici – mi avventuro in improvvisate stima sull’utilizzo dei social media. Lo dice uno studio scientifico di Twopcharts, ripreso dall’agenzia TMNews.
Il quadro delle persone che “usano” Twitter è a dir poco sconfortante: se circa 974 milioni di utenti non ha mai scritto una riga (e sono il 44% del totale degli account), il 30% circa ha scritto al massimo dieci tweet, mentre solo il 13% ha scritto più di 100 post.
Insomma, Twitter avrà avuto anche problemi a causa della crescita lenta – come ricorda TMNews – del numero degli utenti; ma il problema vero pare essere quello di far twittare gli utenti, dopo l’iscrizione.
Un problema che dovrebbe essere risolto. E non solo per questioni di “partecipazione”, ma principalmente per motivi “commerciali”.
Negli ultimi tre mesi del 2013 Twitter ha dichiarato di aver avuto 241 milioni di utenti mensili attivi. Nella categoria rientrano tutti coloro che hanno fatto login almeno una volta al mese, ricomprendendo nella cifra anche coloro i quali accedono semplicemente al social network senza scrivere. E poiché i tweet e i retweet degli utenti aiutano la società di San Francisco a generare ricavi da pubblicità (per la serie: è il commercio che muove il mondo), il gruppo pare intenzionato a correre ai ripari, provvedendo a studiare novità nell’interfaccia grafica e alle funzioni, in modo da rendere ancora più semplice e immediato l’uso del social.
Intanto, da Twitter nessun commento ai dati pubblicati da Twopcharts e diffusi dalle principali agenzie di stampa. L’azienda si sarebbe chiusa dietro un “no comment”.
Un commento a margine lo aggiungo: forse ci vorrebbe un’analisi sociologica più che “mediale”. Ma la tendenza di Twitter mostra un po’ la tendenza della vita reale: tutti alla finestra, ad osservare ciò che accade nel mondo. Manca la partecipazione. E vuoi vedere che siamo ancora troppo legati alla logica dei media di massa?