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Scienze della comunicazione e insegnamento: la classe A065 funziona?

Istituita classe di concorso a scuola per i laureati in Scienze della comunicazione (A065). Le graduatorie sono pronte e definitive ma le scuole non attivano gli insegnamenti. Giustamente da anni c’è chi insegna comunicazione con altre lauree, giustamente. Chi ci prende in giro?
Breve storia tratta dal manuale (inedito) “Le gioie di essere comunicatori”

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Il “valore” della comunicazione

Forse è il caso di cominciare a parlare seriamente delle difficoltà lavorative di giornalisti, comunicatori e aspiranti tali. Ieri mi sono imbattuta in vari articoli che denunciavano la misera paga con cui un’azienda avrebbe inteso pagare un ingegnere civile plurititolato: 600 euro netti. Bene, oltre a mostrare sdegno per la notizia, ho tenuto a precisare che – purtroppo – a chi si occupa di comunicazione viene spesso proposta una paga ancora più misera. Io le definisco proposte indecenti. Ragazzi, non smetterò mai di ricordarlo: la comunicazione non è un regalo; si paga, esattamente come tutte le altre professioni!

La comunicazione non è di tutti

Lo devo dire, anche a costo di sembrare spocchiosa: la comunicazione professionale non è di tutti.
Ne parlavo l’altro giorno con una cara amica: oggi tutto è comunicazione, ma questo non significa che tutti possano improvvisarsi esperti. L’immersione pressoché totale nel mondo della comunicazione non significa che se sei su Facebook, Twitter e Linkedin puoi professarti un ottimo gestore di social media. Essere presenti on line è la base; ma ci sei a titolo personale e non professionale. E che dire di chi confonde come se niente fosse un blog con uno spazio su un social media? Credo sia quantomai necessario chiarire un concetto: così come non ti puoi improvvisare medico, allo stesso modo non puoi improvvisarti comunicatore. Certo, pare una cosa da poco: ma dietro scelte strategiche e studiate di comunicazione ci sono anni e anni di studio che non sono solo legate a come taggare le persone sui social. La prima cosa, lasciatemelo dire, è l’italiano: quanti post sgrammaticati state leggendo? Vi posso garantire che in tempi di campagna elettorale è ancora peggio. E, badate bene, anche per le campagne elettorali esistono i professionisti della comunicazione. Le pagine gestite artigianalmente dai giovani del partito sono artigianali per l’appunto, lontane anni luce da quelle gestite da chi fa comunicazione per mestiere. Ma poi qui entriamo nel mondo (ancora più difficile per quelli duri di comprendonio) dei pagamenti. Dirò una cosa che forse sconvolgerà qualcuno: la comunicazione si paga, ha un costo, esattamente come qualsiasi altro settore strategico di un’impresa. Non avete voglia di investire in comunicazione? Il risultato sarà sotto gli occhi di tutti. A me hanno sempre detto una cosa, a cui ora credo fermamente: tutto ciò che non costa non vale.

Lavoro in comunicazione? Sì, per 5 euro all’ora

Siamo alla perenne ricerca di annunci di lavoro, perché negarlo. A me era capitato nei giorni scorsi di imbattermi in un post che annunciava la selezione di laureati in comunicazione con esperienza. Ho letto il post e mi sono detta con tanta amarezza: ecco qualcun altro che cerca un comunicatore esperto e vuole pagarlo meno di un collaboratore domestico (senza togliere niente a loro, sia chiaro: la guerra dei poveri non porta mai a nulla di costruttivo).
Poi, tramite Datamediahub, mi sono imbattuta in questo post. E ho capito una cosa fondamentale: non dobbiamo mai smettere di denunciare pubblicamente queste situazioni.
Io, purtroppo o per fortuna – proprio come la ragazza che ha inviato la segnalazione alla prof.ssa Cosenza – non smetto di indignarmi di fronte a queste “proposte” di lavoro. Non smetterò fino a quando non sarà chiaro a tutti che la comunicazione si paga, che – proprio perché oggi comunicare è fondamentale – non si può chiedere esperienza in comunicazione e iscrizione all’Ordine con una paga netta che supera di poco i cinque euro all’ora. E poi, scusate, si pagano meglio i volontari del servizio civile che i laureati e giornalisti con esperienza in comunicazione?
Deve essere chiaro a tutti che la comunicazione è un lavoro, una professione, non un hobby. Ecco perché mi arrabbio quando qualcuno mi dice: io scrivo e comunico per hobby. Ma quale hobby? Vai in palestra, piuttosto! Però faccio anche una considerazione amara: quando saremo in grado – noi comunicatori – di metterci insieme e portare avanti una battaglia per la tutela dei nostri diritti perennemente calpestati?