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iMessage e sms inviato in Gran Bretagna

Riattivi iMessage? Mandi automaticamente un sms in Gran Bretagna.
Lascio per una sola volta la mia propensione a raccontare e commentare fatti di stretta attualità del mondo della comunicazione per informarvi di un episodio accaduto a me (ma anche a tanti altri, come poi ho potuto verificare da successive richieste di chiarimenti on line).
Qualche giorno fa controllo i costi del mio abbonamento e scopro uno strano addebito di 0,25 cent. Senza pensarci su, mi collego al sito relax.vodafone.it e passo velocemente alla voce “verifica costi”. E scopro di aver mandato un sms “a mia insaputa” in Gran Bretagna. Poiché in quel periodo sicuramente non ho mandato messaggi in Gran Bretagna, tanto più a un numero (447537410280) a me sconosciuto, provo a contattare l’assistenza via chat. Passo mezzora in chat con l’operatore che sostiene che qualcuno ha inviato al mio posto – usando il mio cellulare, approfittandone – un messaggio all’estero. Mi arrovello il cervello per ricostruire passo passo quando, chi e come potrebbe aver usato il mio cellulare per mandare un solo messaggio. Chiedo come posso leggere il testo di questo messaggio (aprirei una doverosa parentesi sulla spontaneità dell’operatore che mi scrive di non aver ricevuto mai domande simili). Poi la mia mente si illumina e corro a fare una ricerca on line.
Cosa scopro?
Che alla riattivazione di iMessage parte un sms automatico in Gran Bretagna (non so se sono soldi che finiscono alle compagnie telefoniche o alla Apple). Non sarebbe forse il caso di dirlo chiaramente agli utenti Apple e a tutti clienti delle compagnie telefoniche (sperando che la cosa si verifichi – come pare – con tutte le compagnie e non solo con la Vodafone)? E soprattutto, non sarebbe il caso – visto che si trova facilmente traccia on line del problema – formare meglio gli operatori “qualificati” del servizio Relax?

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Foto: corriere.it

Smartphone, venti anni e non sentirli

La maggior parte dei comuni esseri umani uno smartphone nel 1994 non se lo immaginava neanche. Anzi, se ci avessero detto che stava per nascere un dispositivo di cui tutti, nel giro di venti anni, non avremmo potuto fare a meno, forse neanche ci avremmo creduto.
E invece proprio al 16 agosto di venti anni fa si fa convenzionalmente risalire la nascita dell’antenato dei nostri attuali smartphone. Nel 1994 nasceva l’Ibm Simon, il primo telefono cellulare – targato Ibm – che alle caratteristiche di un telefonino, aggiungeva quelle di un Pda (Personal Digital Assistant). A proposito, ma voi i Pda (o per meglio dire: i palmari) ve li ricordate? A me davano la sensazione del mondo a portata di mano, anche se le applicazioni erano semplici orologi, calendario, promemoria e una rubrica di contatti.
Oggi, a guardare le immagini pubblicate nella photogallery del Corriere della Sera viene da sorridere nell’osservare il vecchio Simon – venduto in cinquantamila unità – confrontato con i moderni iPhone. E mentre il primo smartphone finisce in un museo (fotografato, come ci ricorda il Corriere, nel Museo della Scienza di Londra), noi ci troviamo a riflettere sui passi da gigante che ha compiuto la tecnologia nel giro di pochi anni.

Sms modificati dopo l’invio, brevetto Apple

Sms che si modificano pochi secondi dopo l’invio. Chissà quante volte ci abbiamo pensato, dopo aver spedito un messaggio con un errore di ortografia o anche semplicemente un messaggio che dopo pochi secondi non avremmo mai voluto spedire…! Un domani, forse, sarà possibile.
È di ieri la notizia secondo cui la Apple avrebbe depositato un brevetto per migliorare il suo correttore automatico per i messaggi, il meccanismo che spesso, oltre ad effettuare delle modifiche corrette, cambia parole non riconosciuto generando refusi. Il sistema brevettato dalla Apple, in sintesi, dovrebbe consentire di cambiare il testo di un messaggio appena inviato prima che arrivi a destinazione. Una frazione di pochi secondi, pare. Il brevetto presentato dalla casa di Cupertino pare miri a migliorare i suggerimenti del correttore automatico, cercando di minimizzare i suggerimenti più fuorvianti.
La nuova tecnologia dovrebbe consentire di correggere eventuali refusi in un tempo molto ristretto, prima che il trasferimento dati sia stato completato.
Forse siamo ancora lontani dalla tecnologia/sogno che ci permette di cancellare messaggi inviati o di correggerli. Ma il brevetto è già un passo in avanti!