Non si sfruttano i sogni delle persone

Ci sono poche cose che mi fanno arrabbiare. In cima alla lista ci sta chi organizza corsi a pagamento che sembrano promettere il posto dei sogni. Sullo stesso piano quelli che, con ignoranza o con scarse qualifiche, si ergono a ruolo di qualificati docenti tuttofare, magari perché hanno studiato all’università della vita (per loro stessa ammissione). E su Facebook le due categorie abbondano, grazie anche a pagine sponsorizzate. C’è un solo modo per fermarli: diffidarne!
Non si sfruttano i sogni delle persone!

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La bufala del post per l’algoritmo di Facebook

Alzi la mano chi non ha mai letto, negli ultimi mesi, il messaggio di un amico su Facebook: “è cambiato l’algoritmo, se vuoi leggere i miei post, commenta…”. Il post suona più o meno così. E a condividerlo – anzi, a copincollarlo – sono tutti: professionisti, professori e quelli che hanno studiato all’università della strada (per loro stessa ammissione, sigh!).

Allora sfatiamo questo tabù: l’algoritmo, pure che cambia, certo non si scoraggia davanti alla condivisione di un post!

Insomma, questa storia del post e dei commenti per leggere quello che scrivono gli amici è una bufala. O meglio, una catena di Sant’Antonio. Avete ancora il dubbio? Non ve lo dico solo io: lo sostengono anche quei siti che, per fortuna, hanno proprio il compito di smascherare le bufale che abbondano oggi on line (posto i link in calce). Perché non vedete i post di tutti? Semplice semplice: è probabile che Facebook vi stia mostrando le notizie principali e non le “ultime notizie”. Per cambiare impostazione, basta andare sui tre pallini alla sinistra di “Notizie”, nella colonna in alto a sinistra e scegliere l’opzione desiderata.

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Ecco fatto!

Buona navigazione a tutti! 🙂

Link:

 

Casalino, Mentana, le scuse e il video “scomparso”

Avrei voluto segnalare con qualche giorno di ritardo il triste video di Rocco Casalino – capo della comunicazione del M5S – che passa una notizia in anteprima a Mentana nel corso di una delle tante maratone politiche.

Avevo da parte il link con il video pubblicato nelle ore successive da Repubblica. Lo avevo condiviso di Facebook e aspettavo di commentare con calma, approfondendo l’argomento.

Mentre mi accingevo a postare il link di Repubblica, accompagnato da qualche mia personalissima considerazione, ho scoperto che sul sito del giornale il video non è più disponibile.
Schermata 2018-06-08 alle 11.56.01.png
E allora ho deciso di approfondire. Ho scoperto che quelle immagini restano ancora su Youtube e vi chiedo di guardarle.

Poi ho scoperto da Fanpage.it  che Casalino si è scusato con Mentana, che il video doveva restare privato ed era solo goliardico.

A questo punto, premettendo che non ho assolutamente intenzione di salire in cattedra e spiegare cose del mestiere a chi ne sa più di me, qualche considerazione vorrei farla.

Innanzitutto, non è poco serio inviare la notizia prima a Mentana e poi alle agenzie?

Ok, è in corso una maratona; ma le agenzie non lavorano 24 ore su 24?

Perché realizzare un video, anche se goliardico?

Soprattutto, consentitemelo, qualcosa non funziona: se quel video doveva restare privato e goliardico, perché è finito sui giornali? Chi lo ha regalato all’esterno? E perché?

Come mai sul sito di Repubblica è sparito il collegamento al video?

Il tono da marachella adolescenziale resta; resta anche, a mio avviso, una pessima figura. E un clima che, prescindendo da considerazioni politiche che non mi appartengono, non mi piace.

 

Se il lettore si interroga sul rapporto tra diritto di cronaca e rispetto delle persone…

Torno a scrivere dopo tanto tempo per una considerazione che stamattina mi è venuta spontanea. Riguarda il rapporto tra il diritto di cronaca e il rispetto delle persone. Io ne ho sempre parlato. Ne hanno sempre parlato gli addetti ai lavori. Ma, sfogliando le pagine dei social e del Corriere della Sera, stamattina ho notato che sono stati alcuni lettori a porsi domande circa il bilanciamento tra il diritto di cronaca e il rispetto delle persone. E ne sono stata felice.
Non ho letto i resoconti di cronaca a cui si fa riferimento. Ma sono contenta di leggere queste lettere.
Un lettore che pone l’interrogativo #etico e di #coscienza a un #giornalista è sempre una bella notizia, specie se le considerazioni nascono sul delicato rapporto tra diritto di cronaca e rispetto delle persone.

http://www.corriere.it/lettere-al-direttore/12-02-2018/index.shtml

Combattere le fake news con l’educazione ai media

Stamattina ho scritto di getto un post su Facebook per dire la mia sulla questione delle fake news.
Vi confesso la mia perplessità sull’idea di regolamentare i flussi di notizie, anche quelle false. Mi sforzo di capire tutti i problemi relativi al mondo delle fake news e di quelle storie a metà tra spionaggio e mistero che trapelano da indiscrezioni e interviste sulle pagine dei quotidiani di questi giorni. Però sono scettica quando sento parlare di ulteriori norme in un settore delicato come quello della libertà di espressione. Non ne capisco la necessità. Abbiamo tante leggi che possono essere rispettate se applicate anche alle nuove tecnologie. Perché crearne altre? E per regolamentare cosa?
Stamattina – ma anche qualche giorno fa in un incontro con alcuni giovani – ho rimarcato una cosa: le fake news sono sempre esistite. Si chiamavano bufale, notizie false, mezze verità e hanno sempre popolato – ahinoi – anche le pagine dei giornali. Allora io mi chiedo e vi chiedo (proprio perché ritengo sia opportuno fare chiarezza): perché parlare di fake news sta diventando una moda in questo periodo?
Credo che la migliore soluzione per tutti i problemi sia la conoscenza. Formazione all’uso dei nuovi media e informazione seria e di qualità possono annientare le fake news. Allora perché non lavoriamo sulla cultura? Di educazione ai media – lo so, mi ripeto troppo spesso – c’è urgente bisogno.